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aurea
la sezione aurea non è altro che un semplice rapporto fra numeri


1,2,3,...


25 luglio 2014

le sirene hanno consumato le ossa ad ulisse

ritorno. ritorni. dopo anni qui, ora, come.
c'è stata una lunga pausa nei miei pensieri, una sorta di blocco e di chiusura così forte da farmi perdere ogni capacità di sintesi personale.
c'è un momento in cui bisogna cominciare a raccogliere le erbacce nel proprio giardino e afferrarle tutte nella stessa mano e stringerle, spremerle, sradicarle e premere, e gettarle e pestarle. è difficile gettare quei fiori spontanei: possono essere bellissimi quei fiori spontanei ma non permettono di vedere il giardino. per un po' hai pensato, forse ti sei convinta, che il giardino fosse quello ma non è così. quello è stato il caos seminato da altri.
il ritorno a  se stessi quando si è stati persi per lungo tempo è un attracco selvaggio oggi, sofferente, maledettamente emicranico e nervoso. darsi dei tempi, dei ritmi, per riconoscere qualcosa che non esiste più. balzare dalla nave alla banchina, cara ulisse, quando le sirene ti hanno consumato le ossa, può essere doloroso.

troppe metafore, caro diario. diario. caro. cara me stessa. cara.




permalink | inviato da aurea il 25/7/2014 alle 17:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


1 novembre 2012

un labirinto di logica e di ragni

capitolo 10: fase di disintossicazione.

sotto-titolo: tutte le strade portano alla conclusione del periodo-tunnel.

stesura: la creazione di una destrutturazione logica del pensiero attraverso discussioni approfondite sta provocando il dissolvimento della nebbia in me e creandola nel mio interlocutore. questo permette una razionalizzazione degli eventi e un rafforzamento della mia posizione. il ribaltamento della prospettiva crea cattiveria ed irritazione nel soggetto che finora aveva tutto sotto controllo: ora ha scoperto che non si può controllare tutto. spaesamento e rabbia. la sua nuova debolezza emotiva dà forza alla mia situazione e mi restituisce il coltello dalla parte del manico. la scala dei grigi si ampia sotto il mio controllo: ho sempre adorato i colori e le loro sfumature, anche di grigio.

conclusioni: sfruttare le virtù: la pazienza, la logica, il labirinto mentale. il ragno tesse la sua tela lentamente e la vendetta è un piatto che va servito quando è ora di servirlo.




permalink | inviato da aurea il 1/11/2012 alle 23:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


12 ottobre 2012

pivazione

sto sperimentando la privazione. per ora sono arrivata alla privazione del sonno, privazione del cibo, privazione dei soldi, privazione di una casa, privazione dell'amore, privazione del sesso, privazione di un'estetista, privazione degli amici, privazione degli alcoolici, privazione dell'ordine, privazione di un obiettivo stabile.
il tutto ha generato due giorni di shopping compulsivo, per ora.
forse qualcosa non ha funzionato.




permalink | inviato da aurea il 12/10/2012 alle 16:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


11 settembre 2012

la doppia vita della donna trasparente

la donna trasparente ha una doppia vita. no, decisamente più di due. ma tant'è che essendo trasparente non si può permettere di nascondere nulla agli altri, quindi spesso le persone vedono più di quello che c'è.
le vite molteplici della donna trasparente assumono significati differenti a seconda delle interpretazioni altrui. se un colore è il color trasparente - come insegna la maestra di seconda vita karmica luminosa - abbiamo non poche probabilità che ognuno se lo condisca a proprio piacimento. le sfumature sono quelle della propria esperienza di vita e il riempimento, beh, quello è ancora più determinato dal colore della propria prospettiva. tutto questo è scontato e ovvio e la donna color trasparente sa che non può nascondere nulla agli occhi di chi la guarda perché già tutto sanno coloro che la approcciano di se stessi, e nel caso non lo sapessero, è lei che fa loro aprire gli occhi.




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16 luglio 2012

"La prerogativa di sentirsi a casa propria dappertutto è solo dei re, delle puttane e dei ladri". [Honoré de Balzac]

tutto si muove vorticosamente e nello stesso tempo non avanza di un millimetro. anche le vie di sfogo piacevoli sono imprendibili: bisogna incastrare, correre dietro, cambiare piani all'ultimo minuto, fare fatica anche per stare bene. e tutto intorno piange, scalpita, precipita, mentre io sono sospesa in aria insieme alla mia nuvoletta di parole, pensieri, possibilità, futuri, dubbi, paure, sì e no. c'è chi dice che mi piace questa situazione, che ci sguazzo bene, che mi lamento ma in fondo ho il sorriso dello stregatto...in realtà, parlo con voce sempre più fioca, faccio training autogeno sempre più profondo e imparo a razionalizzare l'irrazionalizzabile. bevo sempre di più, ho ripreso a fumare, dimagrisco e vivo sempre più alla giornata. a casa degli altri.




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9 luglio 2012

nuove prove di perfezione temporanea

nuove prove di perfezione:
- vivere programmandosi di tre giorni in tre giorni
- alzarsi prima del solito
- stare da sola e in silenzio assoluto un'intera giornata
- aggiungere un po' di senape e limone all'insalata
- alzare un po' il volume della musica nelle orecchie
- bere vino bianco fresco su un barcone attraccato mentre il sole tramonta
- lasciare la sabbia tra le dita dei piedi fino a notte fonda
- sapere che tutto questo è temporaneo e a brevissimo finirà

N.B. lo smalto rosso è già perfetto così.




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18 giugno 2012

gerani

la ricerca di punizioni corporali così protocattoliche e pseudofreudiane per perdersi di vista è diventata così maudit e così irraggiungibilmente post-adolescenziale, tanto che chiudersì nel proprio mondo interiore è il rifugio più immediato. ma io ci ho aperto una bella terrazza piena di gerani, tutta abusiva, sul canale della giudecca. dovrò pagarci pure l'imu quest'anno. costa anche quello.




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24 maggio 2012

una boccata d'acqua

e mi ritrovo a sciogliere le mie reticenze in una boccata d'acqua, l'umido entra nei gangli dei pensieri mentre sto ferma, sul ponte del mio bus acqueo, portoghese come tutto questo periodo. non che non abbia voglia di fare il biglietto e legittimarmi ma me lo sono dimenticato. ultimamente dimentico qualsiasi cosa, anche di vivere e respirare. mi chiedo se quello che entra in bocca sia aria, forse è davvero acqua. oggi questa città è un sudario, la mia frigidità si contrappone a questo muro di caldo e umido e spezza ogni possibilità di essere confusi, sono una lama di metallo fredda e consumabile, una qualunque metafora che parla ai gatti, un libro aperto, un pozzo di monotematismi senza soluzione di continuità. che noia, che noiosa. un'invalida indurita e infrigidita nel profondo, mentre sudo, puzzo, divento donna e torno adolescente.




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20 marzo 2012

asciuglievolezza

"com'era la mail che ho scritto per cazziare il personaggio? era abbastanza asciutta o un po' acida?" "no no, è decisamente asciutta, puntuale e per niente acida. ma d'altronde tu sei sempre asciutta. tu sei asciutta."
sono diventata una donna asciutta nella città più umida d'italia. sarà adattamento climatico.




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8 marzo 2012

esterno interno

esterno
che ci fanno quarantaquattro gatti in fila per tre da h&m per la nuova collezione marni? il tutto esaurito già in prima mattinata, tra le treccine della commessa e i gatti in agguato sulle scale. oh, mie stupide aspettative, mentre fuori un caffé costa ancora un euro e le pastine mignon del bar di fronte sono esaurite. non sopporto questa disattenzione alla pignoleria, sempre più imprecisa. una sciarpa a terra, se è a terra, rimarrà una sciarpa a terra in quella precisa latitudine. una sciarpa a terra è pur sempre indice di perfezione.

 interno
continuo a chiederti di smettere di fumare ma tu non ascolti. rispondi di sì, mi ricatti psicologicamente "smetterò solo quando tu....", mi rispondi stizzita e ironica, ma non lo fai mai. non lo vuoi fare. vedo la tua fragilità, non nelle tue rughe o nelle tue tinte improbabili, la vedo nei vizi che non vuoi abbandonare, nella tua testardaggine, nelle tue piccole insicurezze che mi fanno solo che venire voglia di prenderti, abbracciarti e cullarti per non rischiare di perderti mai.




permalink | inviato da aurea il 8/3/2012 alle 19:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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dopo averne fumate cinquanta al giorno per anni,
é fumo negli occhi
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non é altro che un semplice rapporto fra numeri



 

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