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1,2,3,...
20 marzo 2012
asciuglievolezza
"com'era la mail che ho scritto per cazziare il personaggio? era abbastanza asciutta o un po' acida?" "no no, è decisamente asciutta, puntuale e per niente acida. ma d'altronde tu sei sempre asciutta. tu sei asciutta." sono diventata una donna asciutta nella città più umida d'italia. sarà adattamento climatico.
| inviato da aurea il 20/3/2012 alle 17:46 | |
8 marzo 2012
esterno interno
esterno
che ci fanno quarantaquattro gatti in fila per tre da h&m per la nuova collezione marni? il tutto esaurito già in prima mattinata, tra le treccine della commessa e i gatti in agguato sulle scale. oh, mie stupide aspettative, mentre fuori un caffé costa ancora un euro e le pastine mignon del bar di fronte sono esaurite. non sopporto questa disattenzione alla pignoleria, sempre più imprecisa. una sciarpa a terra, se è a terra, rimarrà una sciarpa a terra in quella precisa latitudine. una sciarpa a terra è pur sempre indice di perfezione.
interno
continuo a chiederti di smettere di fumare ma tu non ascolti. rispondi di sì, mi ricatti psicologicamente "smetterò solo quando tu....", mi rispondi stizzita e ironica, ma non lo fai mai. non lo vuoi fare. vedo la tua fragilità, non nelle tue rughe o nelle tue tinte improbabili, la vedo nei vizi che non vuoi abbandonare, nella tua testardaggine, nelle tue piccole insicurezze che mi fanno solo che venire voglia di prenderti, abbracciarti e cullarti per non rischiare di perderti mai.
| inviato da aurea il 8/3/2012 alle 19:36 | |
15 dicembre 2011
oggi è giorno di paga
oggi è giorno di critiche: mi hanno messo su un lettino da psicanalisi mattina e pomeriggio e mi hanno tirato i sassi addosso fino a farmi aggrovigliare le budella fino alla gola. e poi mi hanno detto di costruirci qualcosa di nuovo con le budella e i sassi. oggi è giorno di paga.
dio che fatica.
| inviato da aurea il 15/12/2011 alle 16:58 | |
24 novembre 2011
cerchi concentrici
sto facendo tante cose: la prima è quella più silenziosa, la seconda è quella più segreta, la terza è quella più nascosta e la quarta è quella meno in vista di tutte. poi, insieme a tutte queste cose ho appuntamenti fissi ogni settimana dai dottori più disparati, con gli insegnanti più inimmaginabili. sto facendo tante cose che contemplano un "più" di qualcos'altro. ma tutto questo crea un vuoto nel pieno della mia vita, attorno a cui ruotano queste cose con forza centripeta. io mi sento al centro di quel vuoto e sono lontana da tutto, da tutti e da me stessa.
ho una pettinatura a banana, una casa ottocentesca e un lavoro finto, delle calze lunghissime e i piedi dipinti. cammino a papera, galleggio a vista. e giro a cerchi concentrici come quelle finte spirali che si innestano le une sulle altre senza fine.
| inviato da aurea il 24/11/2011 alle 13:6 | |
7 giugno 2011
tappezzeria
sarà colpa del clima da serra tropicale o della fine della mia dieta intollerante, ma tagliarsi i capelli non basta più. quindi, o ci si compra un lampadario nuovo e si arreda casa una volta per tutte o la si smette di appiattirsi lungo i muri e ci si gonfia tutta, si alza la voce e, come un pallone aerostatico, si prende il volo.
| inviato da aurea il 7/6/2011 alle 17:17 | |
8 aprile 2011
lavoravo come acquarellista sulle petroliere
qualche anno fa ho frequentato un corso di acquerelli, un po' perché era un modo per svangare un esame noioso con qualcosa di divertente e un po' perché tendevo a vestirmi sempre in nero. qualche anno dopo, questo corso mi aveva permesso di trovarmi un lavoro. per un periodo ho dipinto manifesti pubblicitari già affissi nelle strade. mi chiedevano di ritoccarli in base alle ore della giornata: alba, mezzogiorno, tramonto. va da sé che quando pioveva era una fregatura e ci voleva davvero molta pazienza. motivo per cui, ho cambiato lavoro e ho cominciato a dipingere sorrisi sui volti delle persone in metropolitana a milano. era un po' scomodo, per questione di spazi, ma era un bel lavoro, finché non arrivò la crisi e tutto diventò sempre più difficile: la gente era troppo intristita dai propri problemi per riuscire a sorridere, seppur fintamente. ogni lavoro che facevo si spegneva e scoloriva ancora prima di scendere dal treno. quindi per un po' andai a dipingere le sagome degi falchetti sui vetri delle finestre dei grattacieli. erano così realistici che la gente non percepiva più il vetro e sentiva le folate d'aria. in inverno addirittura, negli uffici cominciò a nevicare. dovetti smettere. ora cerco lavoro e invio ogni giorno curricula in ogni dove, ma mi sembra tutto così grigio che il più delle volte uso la tavoletta dei RAL invece che quella delle sfumature, e l'olio oleoso e grasso invece dell'acqua leggera e scorrevole.
| inviato da aurea il 8/4/2011 alle 18:20 | |
29 marzo 2011
la dipendenza
io ho una dipendenza da libri. ogni libro nasconde in sè qualcosa che io non so e non conosco e questo diventa automaticamente un mio limite, un mio difetto, una mia non-conoscenza, un mio punto di interrogazione che trovo insostenibile. portarmi in una libreria, cosa che qualcuno mi spinge a fare con solerzia quasi tutti i i w-e, manco fosse un luna-park, è per me e il mio portafogli una sofferenza. un paio di scaffali della mia libreria sono stipati con libri che non ho ancora letto e non so se leggerò mai, il mio cellulare è pieno di note per ricordarmi di titoli di libri che vorrei comprare, le mie borse sono piene di post-it con titoli e nomi, post-it con liste della spesa e con ricette (ma questa è un'altra ossessione) e aver aperto un profilo su anobii di recente mi sta peggiorando la situazione. continuo ad accumulare, riempire, stipare, ingrossare, spendere, spandere, tagliare alberi e aumentare la superficie utile da spolverare, non avendo nemmeno tempo per fare quello. la forza di volontà si fa squacquerone davanti ad una bella copertina di un premio nobel o quasi.
io ho una dipendenza da libri. lo ammetto. altro che scarpette borsette e chiffon, io con i libri mi ci farei i vestiti, i mobili, la casa ma la cosa migliore, in assoluto la cosa migliore, è strapparne una ad una le pagine, farle a mille pezzettini, arrotolarle, mescolarle, un po' di eco, un po' di de sade, un pezzo di hobsbawm e fumarsele una ad una, alla sera, prima di andare a letto, facendo anelli di fumo e vagheggiando tra nebbie oceaniche, persi in un grande bianco vuoto mentale.
| inviato da aurea il 29/3/2011 alle 13:23 | |
22 marzo 2011
regole per l'educazione di un bambino
a: spero bene che almeno mio figlio sappia le buone maniere santo cielo. sappia mangiare a tavola. b: cribbio. e che sappia maledire i morti con garbo. a: salutare sempre e rispondere sempre grazie, mangiare alzando il gomito e non appoggiandolo sulla tavola, e con la bocca chiusa e le braccia chiuse, non cantare a tavola, non parlare con la bocca piena...non muoversi, non aprire bocca, non chiuderla, non deglutire... b: non ruttare a: non ruttare e non scoreggiare a voce alta b: non desiderare il pollo d'altri. non nominare mai il nome del sale in vano. a: non infilzare b: invano. a: non rubare invano. b: non giocare. non fare le parole crociate. a: onorare il pollo e la marmellata. non emettere flauti. b: non suonare strumenti musicali. non addormentarsi. a: ricordati di scarnificare il tacchino b: e santificare il water. a: ma a porta chiusa.
| inviato da aurea il 22/3/2011 alle 18:2 | |
14 marzo 2011
oh, leòn, cattivo leòn
l'occasione è ghiotta e ardua è l'occasiòn: salire sullo sgabellino e ammaestrare il cattivo leòn. oh, cattivo leòn, 'gnurante e feroce bestia, non temo le tue zampate, i tuoi ruggiti alla grappa corretta grappa, i tuoi piagnistei da omuncolo da capannone! oh zotico leòn, leòn furlàn, due schioccate di frusta, quattro sguardi dall'alto verso il basso più severi dei tuoi e due tabelline snocciolate a memoria, quella del 4 e quella del 6, e sarai mansueto come un agnello. poi due patatine di contorno, rosmarino, forno a 180° e sarai miele per il mio stomaco.
| inviato da aurea il 14/3/2011 alle 18:21 | |
8 marzo 2011
oggi ho comprato una pistola
oggi ho comprato una pistola. ho un affare sporco da sistemare in serata. mi hanno detto che é quella che usano al'fbi, di quelle a tamburo, a sei colpi. non me l'aspettavo così pesante, ma dopo averla tenuta un po' in mano mi sono già abituata. é abbastanza maneggievole e sta persino nella mia borsetta più piccola. mi sono allenata un po' puntandola contro la libreria, contro il don chisciotte, poi ho fatto finta di sparare al presentatore in tv. testa, cuore, in mezzo agli occhi. poi ho passato in rassegna fiore per fiore di quelli nel vaso sul tavolo da pranzo. e ho ucciso mentalmente ogni turista in maschera che passava sotto la mia finestra, da dietro la tenda. soddisfacente. ho pronta anche la parrucca nera a caschetto e le ciglia finte, così da non farmi riconoscere in mezzo alle maschere di martedì grasso.. é tutto perfetto e pronto. c'é solo una cosa proprio non mi va giù: i bossoli! ecco, quei maledetti pallini in plastichetta marrone, color cacchina, non li ho comprati manco morta! non sia mai che faccia del male a qualcuno per sbaglio stasera!
| inviato da aurea il 8/3/2011 alle 17:49 | |
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